domenica 31 gennaio 2010


Il 29 genaio a una cena presso l' Azienda Agricola Gelosini,(http://www.gelosini.com/) ho conosciuto Barbara Strollo, una cantante di liscio, (vedi: http://www.bagutti.com/edizioni/sito/?sctn=album&nr=774&authorName=Barbara%20Strollo&albumName=Canto%20per%20voi), e sono rimasta colpita dalla sua grande professionalità,  dalla sua gentilezza e disponibilità verso la gente, è davvero una bella persona, oltre ad essere una cantante completa ed estremamente versatile.
Non capita spesso di incontrare persone cosi nella vita e quando succede bisogna valorizzarle e parlarne, Brava Barbara, vai sempre avanti e non cambiare mai!!!
Se anche in una situazione di festa la musica e la voce possono avere un effetto terapeutico su chi ascolta che ben venga, anche questo migliora la qualità della vita!!!
Giuliana Galante
Di seguito allego link per vedere le sue foto.
http://digilander.libero.it/viabismantova/foto/strollo2.html
http://www.facebook.om/search/?o=2048&init=dir&q=Ricerca+persone#/search/?ref=search&q=barbara%20strollo&init=quick

Monica Maccaferri- Incontri di Formazione per insegnnti e genitori


Dott.ssa Monica Maccaferri. Musicologa, Musicoterapista


Responsabile del Centro Comunale di Musico- terapia “M. Uboldi” di Novellara e del Centro Comunale ...

Il 20 ebbraio, alle 9:30, si svolgerà un incontro con la Dott.ssa Minica Maccaferri, per i genitori, in cui si discutera' di stili elazionali e musica.


Sarà presente la collaborazione dell'Associazione Progetti Infanzia della Bassa Reggiana


Guastalla, Via Bellinil n. 7

venerdì 22 gennaio 2010

giovedì 21 gennaio 2010

27 GENNAIO, GIORNATA DELLA MEMORIA (MA NON SOLO...)


E' passato un decennio da quando, nel 2000, il Parlamento italiano istituì il 27 gennaio, ricorrenza della liberazione del lager di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche, come "Giorno della Memoria", per ricordare la Shoah, ma anche l'abominio delle leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei e tutte le vittime della deportazione e della prigionia nei campi di sterminio. Il minuto di silenzio che osserveremo in tutte le scuole vorrà, ancora una volta, sottrarsi ad ogni rischio di ritualità e, ancora una volta, ci impegneremo a mantenere con forza l'identificazione della Shoah come dato unico della storia, ma questo non ci impedirà di collegarlo con altri eventi, a cominciare da quegli episodi di vita quotidiana che ci sottolineano come, a 65 anni dal 27 gennaio 1945, l'antisemitismo non sia per nulla scomparso e il pericolo del pregiudizio sia ancora in agguato. Di pregiudizio e razzismo ci parlano, in effetti, i tanti (troppi) episodi di cronaca che testimoniano un preoccupante e progressivo smottamento, verso inquietanti derive, dei livelli di civiltà socialmente condivisi, di un intero sistema di valori democratici fondato sui principi della Costituzione repubblicana.
Per non dimenticare...

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

(Primo Levi, Se questo è un uomo, Einaudi, Torino 1979).
Dott.ssa Giuliana Galante

mercoledì 20 gennaio 2010

Oliver Sacks- Musicofilia

Il neurologo-scrittore indaga il rapporto tra mente e musica e parla del nuovo libroSacks: c'è un'orchestra nel cervello Smemorati che suonano tutto Bach, medici che riconoscono solo la Marsigliese(Sironi)Il nuovo libro di Oliver Sacks Musicofilia (in libreria da domani per Adelphi, traduzione di Isabella Blum, pp. 434, e 23) comincia un giorno del 1994 in cui un chirurgo americano di nome Tony Cicoria entra in una cabina telefonica durante un forte temporale e viene trafitto da un fulmine. Cicoria stramazza, è sbalzato all'indietro, ha il tempo di dire a se stesso «Oh, merda, sono morto», entra in un tunnel di velocità estatica in cui rivede tutta la propria vita, poi «Slam!», torna in sé, e da quel momento è un altro uomo. Nel senso che il suo cervello si riempie d'ora in poi di un desiderio irresistibile di musica. Soprattutto Chopin. A quel punto Cicoria si mette a studiare il piano da solo e nel giro di tre mesi non fa più quasi nient'altro che suonare e comporre. «Mi alzavo alle quattro del mattino e suonavo fino al momento di andare al lavoro», racconta al neurologo-scrittore Oliver Sacks. «E poi quando tornavo a casa rimanevo al piano tutta la sera. Mia moglie non era molto contenta. Ero posseduto ». EDUCAZIONE FRA MUSICA E SCIENZA - Sacks sorride versandosi il tè: «Ricordo il primo genio musicale che ho incontrato, era un uomo ritardato che conosceva a memoria duemila opere». Stiamo facendo la prima colazione in un albergo che l'autore di Risvegli sceglie sempre quando va a Londra, perché è vicino a una piscina, e lui ci tiene a nuotare ogni mattina alle sei. «Aveva preso la meningite da piccolo ed era incapacitato in molte cose, eppure aveva questa memoria musicale prodigiosa. Mi ha sempre colpito come la musica s'insinui nel nostro cervello: come un brano musicale ci insegni la sua struttura e i suoi segreti anche quando non ci accorgiamo di avergli prestato ascolto. Forse perché sono cresciuto in una famiglia in cui le forze dominanti erano la musica e la scienza. Mia madre faceva fatica a ricordare un brano musicale, ma mio padre sembrava avesse un'intera orchestra nel cervello». Se non fossimo soli nella sala da pranzo di quest'albergo, daremmo sicuramente nell'occhio. Perché se nei modi Sacks ha conservato la timidezza di un adolescente malgrado i settantacinque anni, nell'aspetto sembra un astronauta in tenuta tecnica o un architetto molto alla moda, vestito com'è con una maglietta nera a maniche lunghe e pantaloni neri e modernissime scarpe da ginnastica bianche. I capelli e la barba sono bianchi anche loro, e l'accento è rimasto quello dell'Inghilterra in cui è cresciuto, malgrado quarant'anni passati a lavorare nell'ospedale psichiatrico di New York, nel Bronx, prima di approdare lo scorso autunno alla Columbia University, dove gli hanno confezionato due corsi su misura, uno di neuropsichiatria e l'altro di scrittura creativa. PACE E TORMENTO PER LA MENTE - Musicofilia è dunque il suo ultimo libro ed è una raccolta di ventinove saggi in cui Sacks esplora il rapporto tra la musica e la mente concentrandosi su casi neurologici che sono in parte nuovi e in parte derivati da libri precedenti come L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello e Un antropologo su Marte. C'è quello del musicologo inglese Clive Wearing a cui un'infezione cerebrale azzera continuamente la memoria, il quale ogni volta che vede sua moglie la saluta come se fosse il loro primo incontro, ma se si siede al piano riesce a suonare un intero preludio di Bach. Ci sono malati di Alzheimer o persone affette da sindrome di Tourette che trovano pace solo quando suonano o ascoltano brani musicali. Ci sono persone torturate dalla musica come Schumann che da vecchio era tormentato da allucinazioni musicali che degeneravano in una singola nota prolungata. E altre che vengono prese dalle convulsioni come la moglie di un compositore moderno che ha una crisi epilettica ogni qual volta sente una musica simile a quella del marito — e qui magari Freud, anche se era insensibile alla musica, avrebbe qualcosa da dire. Sacks si diletta parecchio con i casi di «amusia». Cita quello di Nabokov, per cui l'alfabeto era colorato come un arcobaleno, ma che pativa qualunque melodia come «una successione arbitraria di suoni più o meno irritanti». E quello di un neurologo francese che di qualsiasi brano musicale gli confessa di saper dire soltanto se sia o non sia la Marsigliese. «Mio padre si fece un dovere di darci un'istruzione musicale fin da quando eravamo piccoli — sta raccontando Sacks — e ci trovò un insegnante molto focoso, alla Toscanini, che picchiava la testa contro il pianoforte. A cinque anni avrei detto che le cose al mondo che preferivo erano il salmone affumicato e Bach». LE «INFEZIONI» MUSICALI - A differenza di allora, oggi, spiega Sacks, a uno specialista basta una risonanza magnetica per riconoscere il cervello di un musicista. Ma il rapporto tra musica e cervello rimane ancora pieno di misteri. Un caso che lo incuriosisce e gli sfugge allo stesso tempo è quello delle «infezioni musicali», quei motivetti che improvvisamente ci entrano nella testa e che non riusciamo a scacciare nemmeno se vogliamo. «Mi colpisce moltissimo la frequenza della musica interiore, forse perché c'è sempre un brano che risuona consciamente o inconsciamente nella mia mente. Un anno fa, in occasione della dipartita di un mio fratello, ha cominciato a ronzarmi in testa un capriccio di Bach. Poi pensandoci mi sono accorto che Bach aveva scritto quel brano in occasione della partenza di un suo fratello. Ma aveva diciannove anni, e si trattava di tutt'un altro tipo di viaggio». Parliamo dell'influenza dell'IPod sulla vita delle persone («A prima vista sembrerebbe una cosa fantastica, se pensa che Darwin doveva viaggiare fino a Londra per sentire un concerto. Ma mi chiedo se questa esposizione costante alla musica non abbia una responsabilità nell'aumento delle allucinazioni musicali»), e parliamo del suo rapporto personale con la musica, oggi. «Per me non esiste una giornata senza musica. Ascolto la radio, vado ai concerti, mi siedo al piano almeno mezz'ora al giorno. Mi piace suonare con la sinistra mentre prendo appunti con la destra. Nietzsche diceva che scrivere ascoltando Bizet lo rendeva un filosofo migliore. Non so se rendo un torto alla musica in questo modo, ma a me è così che piace scrivere le mie cose. Mi aiuta a concentrarmi ».
Cantoterapia
Il teorema del canto

di

Mirella De Fonzo


martedì 19 gennaio 2010

Projectwork

“Dire, fare…cantare”

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

AMBITO DI INTERVENTO
Casa di cura....
Utenza: Gruppo Misto ( max 30 persone )
Luogo: Sala polivalente
TEMPI: Febbraio ‘09/ Luglio 2010

PREMESSA

Attraverso il laboratorio di canto e le esperienze dell’utenza si vogliono evidenziare gli effetti psicologici del canto, come:
Effetto distrazione
Effetto inibitorio
Effetto trainante per l’autostima
La musicoterapia in un corso di canto passa tra le righe ma è sempre presente. Soprattutto per le persone anziane. La scelta del brano da cantare può sembrare casuale ma è il primo passo verso la scoperta di se stessi. Cantare vuol dire far sentire e sentirsi vivi, ottenere benefici col cuore perché in realtà anche la voce stessa è una vibrazione musicale che può essere accordata per cambiare e ritrovare il nostro vero essere.

OBBIETTIVI

Sviluppare le competenze canore dell’utenza
Creare il legame nel gruppo condividendo la propria esperienza
Stabilire un clima di fiducia
Dare a ognuno la possibilità di esprimere liberamente i sentimenti e le emozioni
Favorire l’ascolto e la solidarietà senza essere giudicati
Raccontarsi e ascoltarsi trasformando la diversità / particolarità in ricchezza

MODELLI DI RIFERIMENTO
La metodologia utilizzata è “centrata” sul paziente, dall’ascolto passivo all’esplorazione dei materiali, fino ad arrivare gradualmente all’accompagnamento vocale, lavorando insieme al gruppo come facilitatore



La Musicoterapeuta
Giuliana Galante
La sinestesia
Dal greco syn-aisthanomai “ percepisco, comprendo insieme, sento insieme, ho comune la sensazione”, si ha dal verbo il sostantivo syn-aìsthesis, “sensazione, percezione simultanea”, la sinestesia, ritenuta a lungo una sorta di malattia (la “malattia di Kandinskij”) oggi è riconosciuta come esperienza diffusa e comune. Grande è l’interesse ad essa dedicato in questi ultimi anni, grazie agli studi e alle ricerche che, nell’ambito delle neuroscienze,ne stanno sottolineando l’importanza nella “brain plasticity” la plasticità cerebrale, che ha rivoluzionato le precedenti concezioni del cervello.
Tra i numerosissimi siti che se ne occupano, rinviamo qui in primo luogo alla definizione di Wikipedia all’url:http://it.wikipedia.org/wiki/Sinestesia_(psicologia)
Anche per quanto riguarda le neuroscienze puo’ essere utile vedere in primo luogo Wikipedia all’url:http://it.wikipedia.org/wiki/Neuroscienze
Neuron, Vol. 40, 655–664, October 30, 2003Both of Us Disgusted in My Insula:The Common Neural Basis of Seeing and Feeling Disgust [pdf 194KB]Bruno Wicker, Christian Keysers, Jane Plailly, Jean-Pierre Royet Vittorio Gallese and Giacomo Rizzolatti.

Tratto da: it.wikipedia.org

Volpino e la luna: Musica e Ombre

Volpino e la luna
di e con:
Katarina Janoskova
e Paolo valli
“Partecipazione al concorso POESIA ONIRICA”;

In macchina

Quando sono in macchina
Con una bella donna
ma… poco intelligente…
sogno ad occhi aperti, guardo dietro…e…
penso che tu sia li, e mi diresti:
“Ma dove l’hai trovata?
E’ bella, ma stolta e limitata!"
I nostri discorsi intelligenti…
Solo ricordi intoccabili.

La Poetessa

Giuliana Galante

lunedì 18 gennaio 2010

Projectwork

La Culla Sonora


DESCRIZIONE DEL PROGETTO

AMBITO DI INTERVENTO
Scuola dell’Infanzia .........
Ambito di Gruppo: Il lavoro è svolto con i bimbi della sezione ( Piccoli gruppi)
Luogo: aula polivalente della scuola
Utente S.
Anni: 4

Obbiettivi
Favorire lo sviluppo di relazioni significative nel contesto scolastico
Utilizzare il canale musicale come un mezzo di espressione completo:
suono- corpo- voce
Favorire l’ascolto in chiave attiva
Attivare i canali sinestesici come "contaminazione" dei sensi nella percezione.

Tecniche e materiali utilizzati

Materiali:

Culla sonora
Cuscini
Strumenti musicali( Orff)
Carillon
Teli morbidi


Modelli di riferimento
La metodologia utilizzata è di tipo umanistico, dall’ascolto passivo all’esplorazione dei materiali, fino ad arrivare gradualmente all’accompagnamento, lavorando insieme al piccolo gruppo come facilitatore d’apprendimento .I momenti individuali sono stati importanti per stabilire un rapporto e la comunicazione con S. in modo significativo.


Tecniche e materiali utilizzati

Ascolto Passivo- attivo

Lavoro in piccoli gruppi in momenti non didattici


Metodologia

Il dialogo tonico è alla base della relazione primaria madre-bambino e della

costruzione dell’alfabeto primario emotivo

Prima della comparsa dello scambio verbale, il tono rappresenta il principio

informatore della relazione del soggetto con il mondo, ciò che trasforma una

posizione in postura, un suono in un vocalizzo, un lamento in una richiesta ad

un bisogno.


Tempi

Novembre ‘09/ Maggio 2010


Verifica
Sono previsti momenti di confronto tra insegnanti della sezione e incontri trimestrali con l’esperta.

Riflessioni e conclusioni

Alla fine dell’anno scolastico sarà compilata una documentazione foto/ video come restituzione alla famiglia del percorso svolto durante l’anno.
Musica in fasce







Laboratorio del 18 gennaio 2010 - Carpi (MO)


domenica 17 gennaio 2010

Da Storie di Vita: In macchina

In macchina

Quando sono in macchina
con una bella donna
ma… poco intelligente…
ti penso, e guardo dietro…e…
Penso che tu sia li, e mi diresti:
ma dove l’hai trovata?
I nostri discorsi intelligenti…
solo ricordi intoccabili.

La Poetessa

Giuliana Galante

venerdì 15 gennaio 2010

Concorso Poesie d'Amore

Giuliana Galante

Poesia: "Il nuovo anno"


Continuo a insistere che la poesia come la musica può essere soggettiva, dipende dal sentire di chi la concepisce, dalla creatività, dalla voglia di lanciare i sassi che si hanno dentro la pancia, dalla rabbia e dalle cose non dette.

E forte può essere la risonanza della lettura, del ritmo incalzante, del contenitore e del contenuto, di ciò che ci fà pensare ed elaborare nuove concezioni, nuove immagini, le stesse ogni volta più disparate.

Ogni volta io mi sento cosi.


" Il nuovo anno"


E torno là, in quella stanza,
con una fitta in quel de l'alma.
Io guardavo verso il mare,
e la nave andava lenta.
Ti dicevo: " Ciò vuoi fare?"
La tua vita forse è questa?"
Gennaio, neve, freddo, gelo.
Nel mio cuore un lieve velo
che ha coperto ogni speranza.
Resto là, mente e porta
e non cambia la mia scorza.
Combattiva, ladra, guerriera
batto il mondo e sù da terra.

La poetessa

Giuliana Galante

giovedì 14 gennaio 2010


Vivi. E non fermarti mai, perchè la fine non esiste.
Dott.ssa Giuliana Galante

Ludwig Mirak, 𝑬' 𝑸𝑼𝑨𝑺𝑰 𝑳'𝑨𝑳𝑩𝑨

In arrivo: LUDWIK MIRAK, E' quasi l'alba Lui è un cantautore di cui sentiremo parlare molto! Si chiama Paolo Karim Gozzo (in arte...