La musica è in grado di curare disturbi di tipo cardiovascolare come infarto e ictus, provocando rallentamenti e accelerazioni del battito cardiaco. È la conclusione di un team di ricerca dell’Università di Pavia, il cui studio è stato pubblicato sulle pagine del Journal of the American Heart Association. Gli esperti hanno visto che il ritmo musicale è in grado di accelerare o rallentare il flusso sanguigno. Il test condotto su 24 volontari sani trattati con elettrocardiogramma mentre ascoltavano le musiche di Verdi o Puccini (nella foto) ha mostrato che durante i ‘crescendo’ dei brani musicali si ha un’accelerazione del battito cardiaco, durante i ‘diminuendo’, un rallentamento. Il tutto è anche accompagnato da variazioni delle pressione arteriosa. “Ritmi rapidi a volume crescente – dicono gli specialisti - causano una leggera eccitazione, mentre quelli che rallentano causano un rilassamento. Togliendo la musica si è invece notato una riduzione della respirazione, pressione sanguinea e battito cardiaco, a volte anche al di sotto dei valori iniziali”. Sulla base di questo risultato gli scienziati ritengono che sia quindi possibile utilizzare la musica per la riabilitazione di pazienti che hanno subito danni cardiaci.
"Le forme del Pensiero Musicale" Questo blog si occupa di Musicoterapia,di musica, dell'importanza del canto nella vita dell'uomo, e di tutte le forme di Arte ad essa correlate. In alto: "Picassiana" 2008
lunedì 29 giugno 2009
La musica è in grado di curare disturbi di tipo cardiovascolare come infarto e ictus, provocando rallentamenti e accelerazioni del battito cardiaco. È la conclusione di un team di ricerca dell’Università di Pavia, il cui studio è stato pubblicato sulle pagine del Journal of the American Heart Association. Gli esperti hanno visto che il ritmo musicale è in grado di accelerare o rallentare il flusso sanguigno. Il test condotto su 24 volontari sani trattati con elettrocardiogramma mentre ascoltavano le musiche di Verdi o Puccini (nella foto) ha mostrato che durante i ‘crescendo’ dei brani musicali si ha un’accelerazione del battito cardiaco, durante i ‘diminuendo’, un rallentamento. Il tutto è anche accompagnato da variazioni delle pressione arteriosa. “Ritmi rapidi a volume crescente – dicono gli specialisti - causano una leggera eccitazione, mentre quelli che rallentano causano un rilassamento. Togliendo la musica si è invece notato una riduzione della respirazione, pressione sanguinea e battito cardiaco, a volte anche al di sotto dei valori iniziali”. Sulla base di questo risultato gli scienziati ritengono che sia quindi possibile utilizzare la musica per la riabilitazione di pazienti che hanno subito danni cardiaci.
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