"Le forme del Pensiero Musicale" Questo blog si occupa di Musicoterapia,di musica, dell'importanza del canto nella vita dell'uomo, e di tutte le forme di Arte ad essa correlate. In alto: "Picassiana" 2008
mercoledì 31 ottobre 2018
Ludwig Mirak, 𝑬' 𝑸𝑼𝑨𝑺𝑰 𝑳'𝑨𝑳𝑩𝑨
In arrivo: LUDWIK MIRAK, E' quasi l'alba
Lui è un cantautore di cui sentiremo parlare molto!
Si chiama Paolo Karim Gozzo (in arte Ludwig Mirak) ed è un cantante/chitarrista, ha 29 anni ma con già delle esperienze importanti alle spalle.
Il 13 settembre 2018 ha pubblicato il suo primo album “E’ quasi l'alba”.
E’ nato e cresciuto nella Brianza comasca, ma da qualche anno lo abbiamo adottato qui a Carpi e devo dire che è stato un ottimo affare per il panorama musicale emiliano.
“Allora raccontami da dove vieni a qual'è stato il tuo percorso”.
Mio padre mi ha avvicinato alla musica nei nostri innumerevoli viaggi, in macchina ascoltavamo De Gregori, De Andrè, ma anche Queen, Madonna, Prince e a nove anni mi ha regalato la prima chitarra classica.
Scrivo canzoni da sempre e sto cercando di presentare le mie composizioni al pubblico, nel 2009 ho partecipato ai provini di X Factor, arrivando alla selezione finale della squadra di Morgan ed uscendo contro Marco Mengoni.
Successivamente mi avvicino alla scena hip hop della mia zona collaborando ad album e mixtape di diversi artisti. Insieme alla Dislout Clan comincio a frequentare i club della Lombardia, aprendo concerti di artisti più o meno noti.
Nel 2012 ho prodotto con Kikko Palmosi (Modà, Emma, Annalisa, ecc.) un singolo "Buongiorno Mondo", il videoclip è stato curato dall'allora emergente Andrea Vetralla (Jovanotti, Nannini, Carboni, ecc.).
Ad Aprile 2013 partecipo al Bungaro Stage, un'intensa esperienza di songwriting tenuta dal cantautore ed autore Bungaro. Decido poco dopo di fare dei passi indietro iniziando a lavorare su me stesso e sull'identità sonora che non avevo ancora trovato.
“Parliamo di E’ QUASI L'ALBA”.
Questo album è stato scritto proprio tra Como e Modena, nel periodo del mio trasferimento per ragioni personali (la mia compagna è carpigiana )
poi successivamente è stato prodotto da Federico Truzzi e suonato da musicisti della zona come Enrico Mescoli, Mario Sehtl, Enrico Pasini, Luca Torreggiani, Elde Lini e Davide Cristiani “Bombabella”.
Tutto corre molto velocemente e siamo costantemente distratti dalla finzione che non ci accorgiamo nemmeno della bellezza dei piccoli gesti.
Nei miei 8 brani tratto temi come: le amicizie perse, il trasferimento in una nuova città, il rapporto nonno/nipote, la morbosità di una dipendenza,
la relazione tra un ventenne ed una donna più grande per esempio nel brano che trovate su Youtube: Aramintha (Dove sei ?)
E' possibile ascoltare questo brano qui:
https://www.youtube.com/watch?v=s7NJM7xsktQ&t=69s
“Quanto ha influito il cantautorato nella tua crescita musicale?”
Moltissimo, in particolare adoro i testi di Guccini. Da amante della musica penso che oggi ci sia bisogno di raccontare delle storie.
Ogni brano è un viaggio musicale, che dura circa il tempo di 3 minuti. Nei miei brani cerco condividere la vita quotidiana, sia la mia ma anche quella degli altri, e spero che le persone possano immedesimarsi.
“Come ti vedi tra qualche anno? Dove stai andando?”
Difficile rispondere a una domanda del genere, 10 anni fa non immaginavo di fare il percorso che ho fatto e mi vedevo diversamente.
Spero che il mio lavoro sia la base per creare un mio spazio nel mercato discografico.
Essere qui è già qualcosa, cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno.
Ludwig Mirak complimenti per il tuo lavoro attuale e per il cd “E’ quasi l'alba”.
Viva la buona musica!
Giuliana Galante
giovedì 7 giugno 2018
Pet Therapy con Alice Fava
https://www.seidicarpise.it/crescere-insieme-ai-gatti-con-alice-fava
CRESCERE INSIEME I GATTI
con Alice Fava
Dal mese di Maggio 2018 sono ripresi gli incontri organizzati dalla Dott.ssa Alice Fava, Educatrice, Operatrice degli interventi assistiti con animali presso il Gattile di San Marino di Carpi, il progetto prevede incontri per bambini dai 6 ai 12 anni. Alice Fava offre la sua collaborazione a enti e associazioni come ArteVita che è un associazione con cui collabora da alcuni mesi in diversi progetti, e Aliaperte, la sua pagina facebook a cui è possibile collegarsi per partecipare a eventi o visionare foto delle sue attività. Si occupa anche di seguire utenti a livello privato/ domiciliare e individuale.
Con grande entusiasmo Alice ci anticipa che partira a breve un progetto chiamato “A battito di emozioni”, rivolto a bambini e adulti, con un maestro di batteria e percussioni che si chiama Roberto Cucchi:
“ sono molto contenta di questo progetto perchè penso che le emozioni siano collegate al ritmo del nostro cuore dalla nascita, la cosa bella è che sono coinvolte le famiglie coi bambini”.
Sei prima di tutto un'educatrice. Come definiresti questa figura?
“L'educatore è una figura che la gente conosce poco, varia da regione a regione. Io lavoro in molti modi diversi, dipende molto dal tipo di progetto, l'educatore ha lo scopo di mirare all'autonomia dell'utente che varia in base all'età, che và dal bambino all'anziano”.
Quando hai iniziato ad occuparti di Pet Therapy coi gatti?
“Ho iniziato lo scorso anno in primavera, durante la bella stagione ed è piaciuto parecchio, quest'anno ho iniziatro a ricevere le richieste delle mamme dello scorso anno; di norma lavoro al massimo con 8 bimbi, con me c'è Monia, una ragazza che mi aiuta spesso, è una volontaria del gattile, mi da una grande mano.
L'idea era nata al contrario, non riuscivo a farla partire perchè la proponevo alle scuole, pensando a un gruppo già formato, poi l'ho proposta direttamente al gattile, parlando con la presidentessa e abbiamo iniziato”.
Come si sviluppa l'incontro?
“Si va subito a contatto coi gatti, il gattile è diviso in zone, noi abbiamo una nostra oasi, che il gattile ha scelto per noi, in base al temperamento dei gatti; le attività sono diverse ogni volta e lo scopo è educativo”.
Come ci si approccia al gatto.
“Io guido i bambini su come avvicinarsi , per esempio spiego loro quali sono le zone fredde, le zone calde, dove a loro piace essere toccati. Il contatto fisico si crea con i gatti che si avvicinano a noi. Sono molto importanti le regole, sopo poche ma vanno rispettate: non si urla, si parla a bassa voce, si cammina e si toccano i gatti che vengono verso di noi in modo spontaneo. Noi siamo ospiti.
Quali attività proponi?
“Le attività sono sempre diverse: li abbiamo spazzolati, abbiamo costruito i giochi per loro, abbiamo costruito una piantina della loro casa; una nuova attività sarà osservare le varie razze”.
Quanto incide ciò sulla sensibilità di bambini 2.0 abituati a giochi virtuali o all'uso dei tablet da piccolissimi?
“Penso non solo a entrare in contatto con l'animale, c'è molto altro: accettare tempi e modi degli altri. I bambini non si conoscono, ogni volta si crea un gruppo nuovo, l'interazione tra loro è molto funzionale, fin ora ho visto atteggiamenti positivi e tra di loro cerco di stimolare una cooperazione.
Si lavora insieme in gruppo ognuno coi suoi tempi.
Ho lavorato con una bimba con problemi motori, un bambino con problemi all'udito, ma al di là delle differenze bisogna stimolare la creatività e giochi di tipo cooperativo, giochi sulla fiducia, il rispetto, il non avere fretta.
Ci metto tutto l'impegno per rendere la pet therapy fruibile a più persone”.
Il ruolo di coadiutore porta con sé un amore profondo per il mondo animale, unitamente ad una grande formazione e studio che c'è dietro.
Occuparsi del bene del prossimo, bambino adulto o anziano che sia, è davvero una grande risorsa. Un’energia che va valorizzata e accompagnata ove possibile per focalizzare ed esprimere al massimo questo enorme potenziale. Complimenti !
Giuliana Galante
martedì 5 giugno 2018
venerdì 1 giugno 2018
Arizona Sky in arrivo per i Blackadillacks
Finalmente a distanza di ben 5 anni è arrivato il nuovo album dei Blackadillacs, duo acustico carpigiano in giro dal 2004. I protagonisti sono Mattia Suppi Superbi, chitarra acustica e lead voice e Steve Ganzerla alla chitarra e cori, presenti alla Carpeat Street Food a Carpi il 20 Maggio.
Mattia come hai iniziato ad avvicinarti al mondo della musica?
“Nasce tutto da un concerto dei Nomadi nel 1987, ho iniziato a studiare chitarra da Gian Paolo Lancellotti, ma poco dopo ho scoperto che mi sentivo più un cantante che un chitarrista. A differenza di amici che si divertivano a provare in un garage io avevo voglia di esibirmi, Gian Paolo ha avuto un ruolo importante perchè ha contribuito a mettere insieme le prime band, ci faceva conoscere. A 16 anni ho iniziato a cantare e da li una lunga gavetta”.
Parliamo degli anni '90.
”La prima metà è stata un'esperienza musicale con band in cui ho anche composto diversi brani di mio pugno in italiano, arrangiati poi insieme agli altri componenti; la seconda metà, che coincide con la fine del servizio civile, è stata fortemente caratterizzata dall'opportunità di suonare nei locali sia in acustico, insieme a Gianluca dei Flexus, allora in trio, ed anche in elettrico “
Arriviamo ai Blackadillacs. Quando vi siete formati?
“L'idea è nata nel 2004. Per allargare la platea di chi ci veniva ad ascoltare abbiamo introdotto brani rock angloamericani; in realtà siamo nati come buskers, abbiamo partecipato a diversi Festival a Ferrara, per tre anni consecutivi e abbiamo partecipato al Festival “Strada facendo” a Concordia; poi abbiamo cambiato lo standard perchè io e Steve abbiamo iniziato a lavorare ai nostri brani, infatto il primo album è nato a cavallo del terremoto, poi uscito nel 2013, il titolo è “ROAD AND ROLL”, all'interno ci sono sei nostri brani”.
E finalmente Arizona Sky! Parlami del testo...
“La canzone che dà il titolo all'album è di Steve e parla di un cane che viene abbandonato nel deserto, legato a una pianta, in realtà il cane cerca di liberarsi ad ogni costo e ci riesce cercando di trovare la sua strada, parla delle sfide dell'uomo con le sue sfaccettature. In tutto nel CD ci sono 8 pezzi”.
Da cosa inizi per creare i tuoi testi?
“Inizio da un giro di accordi, poi arriva la melodia e infine cerco di associarla a un argomento. In questo album ho scritto 4 pezzi, ho cercato collaborazioni esterne, tanti musicisti che hanno partecipato alla registrazione dei nostri brani originali. Più ascolto questo album e più sono soddisfatto del risultato, penso che sia perfetto cosi come è venuto”.
E il brano sulla nutria?
“E' un mio brano nato dai miei viaggi da cicloturista nella bassa mantovana. In quelle zone spesso le nutrie vengono uccise dalle auto, e c'è un numero di nutrie davvero alto.
Quindi ho pensato alla precarietà della vita e al bisogno quotidiano di provare emozioni non sempre belle. La nutria siamo noi e il mondo profondo”.
Concludiamo cosi questa chiacchierata, in attesa dei prossimi concerti, e complimenti ai Blackadillacs. Intanto ci gustiamo il vostro album. Sempre rock alla vecchia maniera.
Giuliana Galante
giovedì 17 maggio 2018
BLACKADILLACS in Concert il 20 Maggio
Blackadillacs in concert il 20 maggio
A partire dalle ore 18,00 da non perdere i Blackadillacs.
Il loro repertorio musicale spazia dai Creedence Clearwater Revival, Neil Young, Rolling Stones, Buffalo Springfield, Eagles,e chi ne ha più ne metta.
Rock unplugged americano! Ve li presentiamo: Mattia Superbi alla voce e alla chitarra, Stefano Ganzerla alla chitarra e cori, autore assieme a Mattia di ben due album all'orizzonte. Per i veri amanti del rock e non solo, un concerto da non perdere!!!
giovedì 5 aprile 2018
Una sera per Andrea
Una serata all'insegna del ricordo di Andrea Depietri, della riflessione e del sano divertimento, con la partecipazione dello zio Tiziano Depietri in vari momenti ricchi di poesia, simpatia ed intrattenimento. La serata sarà presentata dalla mamma di Andrea, Rossella, che citerà insieme a Tiziano le iniziative che nell'ultimo anno sono state intraprese per la borsa di studio "Andrea Depietri". Per citarne alcune: il libro scritto dallo zio"Il mio dialetto per Andrea Pace Depietri", la coppa Depi di cui si sono fatti portavoce i gestori delle gelateria Aloha di Carpi, e adesso hanno passato il timone alla pizzeria d'asporto Picchio verde con la pizza Depi. Ad allietare le poesie dialettali sarà presente la scuola di ballo Red Moon Dance di Sara Benatti e il coro Blue Moon.
Non mancate!
giovedì 19 ottobre 2017
Il ruolo della musica nelle sale d'attesa
Nei giorni scorsi mi trovavo in una sala d'attesa a Carpi, in cui era presente una tv, sintonizzata su una radio famosa, senza volume; si vedono le immagini di video musicali. Io da cantante e musicista mi sono concentrata su due brani in particolare che canticchiavo a volume basso,( ho capito tutto ciò dai video), due brani che hanno rappresentato la mia adolescenza. Nel mentre osservavo il silenzio tombale attorno a me, nessuno che interagiva, tutti isolati davanti al cellulare. Mi è venuto in mente un ristorante dove di tanto in tanto vado a cena con mio marito in cui osservo famiglie con 1/2 figli che non si guardano nè comunicano per tutto il tempo.
Visto che sono curiosa cerco qualcuno con cui scambiare qualche parola, e trovo una signora che spesso si trova in questa sede. Mi dice che da quando hanno messo la tv nessuno l'ha mai guardata, tutti in silenzio, concentrati sulle "loro cose", e che la musica qui non è presente. Continua sostenendo che nessuno ascolta, nè si ha la voglia di scambiarsi un sorriso, confrontarsi, anzi le persone sembrano infastidite da contatto unamo; qualcuno legge il giornale, qualcuno guarda le immagini di tanto intanto senza volume, ma che il mondo ormai è questo.
Le chiedo: se al posto della tv ci fosse solo un sottofondo di musica classica cosa accadrebbe secondo lei? La signora risponde che non cambierebbe molto, perchè la gente è distratta e di certe cose non importa a nessuno, in ogni caso a lei piacerebbe. Un argomento da approfondire
martedì 27 giugno 2017
martedì 30 maggio 2017
giovedì 13 aprile 2017
BlueMoon in tour
Le BlueMoon continuano il loro Tour, vi aspettiamo il 25 Aprile presso la struttura il Carpine a Carpi (MO)
L'importanza del canto nella vita
Cantare è un'attività naturale da bambini, lo si fà senza rendersene conto come se fosse un gioco spontaneo. In realtà crescendo si perde questa naturalezza perchè sembra che debbano cantare solo i professionisti, termine che oggi non ha più il suo vero significato, perchè tutti noi dobbiamo studiare per svolgere una qualsivoglia professione. Oggi a causa di talent e altre tv/ media che sfornano gente per fare dischi che durano una stagione non so' più che connotazione dare a tale termine.
In ogni caso torniamo a noi.
L'adulto in genere a causa del ruolo che assume e degli interessi che acquisisce, a meno che non studi musica o canto,perde questa caratteristica.
Si sviluppano meccanismi di difesa che non consentono più alla persona di cantare liberamente tranne in contesti particolari, a casa quando si è da soli o in macchina, di rado insieme a qualcun altro.
In realtà si stà perdendo una componente importante, che non riguarda solo il canto dal punto di vista estetico ma anche un approccio alla conoscenza di sè, l'ascolto del proprio respiro, della propria frequenza cardiaca, la consapevolezza della respirazione.
“Il segreto del canto risiede tra la vibrazione della voce di chi canta e il battito del cuore di chi ascolta.”
Khalil Gibran
In questa frase è raccolta l'essenza del canto, quindi non abbiate paura e godete del potere della voce!!!
Giuliana Galante
martedì 11 aprile 2017
Le BlueMoon in concerto
Domani le BlueMoon saranno in concerto alle ore 15:30 al castello di San Martino in Rio con un fantastico repertorio anni '30 che spazia dal Trio Lescano al Quartetto Cetra, vi aspettiamo !!!
giovedì 16 marzo 2017
MUSICOTERAPIA IN GRUPPI MISTI
MT in struttura con gruppi misti
CONFRONTO
AUTOAIUTO
REGOLE
INTERAZIONE
PRATICA
SOCIALIZZAZIONE
E ARRIVA: IL GRUPPO
Nei contesti diurni o residenziali i progetto di Musicoterapia sono sempre più richiesti, in particolar modo nel comune di Carpi.
I presupposti sono diversi ma il fine è di stimolare l'utenza verso un'apertura all'altro. Conoscere il mio vicino e creare un legame.
In tutto ciò la musica non è altro che un mezzo, un veicolo per qualcos'altro. Lo strumentario Orff è uno dei più utilizzati in quanto si tratta di strumenti leggeri, facili da usare e molto colorati, stimolanti e propedeutici, che vengono scelti da ogni utente in base al gusto personale; dopo il primo incontro ognuno ha scelto il suo strumento, e bisogna mantenere questa continuità.
Oltre la musica è importante la stimolazione corporea con la ginnastica dolce, la respirazione, la consapevolezza del corpo; l'io che emerge dal movimento lento e attento.
Questi a tanti altri i motivi per avviare un progetto, dove l'utente si sente felice di fare con gli altri e crea legami da poter intraprendere altri interessi nel gruppo, la voglia di provare anche altre esperienze e allargare gli orizzonti con nuovi stimoli.
Dott.ssa Galante
domenica 5 marzo 2017
UN NUOVO CORO A CARPI: LE BLUE MOON
Carpi è un luogo che ispira musica, produce musica e crea cori, tra i tanti ne è arrivato uno assolutamente nuovo che mancava: si tratta delle Blue Moon, un coro composto da 5 donne ispirato agli anni 30/40, un genere che mancava tra i pur mille generi che circolano a Carpi, passando dal gospel ai canti sacri e per arrivare alla musica popolare fino alle mondine.
Le Blue Moon fanno la differenza, portano in giro il swing del Trio Lescano, i brani del Quartetto cetra per arrivare ai primi anni '50 del secolo scorso.
Si tratta di un modo di cantare che usa diversi registri, l'impostazione della voce e della bocca da contralto ma con un incastro di voci, terze, quinte e non solo, per far vibrare le corde di chi ascolta brani del secolo scorso ma con un pizzico di originalità. Gli arrangiamenti sono stati rinnovati e non sempre corrispondono a quelli originali, perchè comunque il modo in cui si canta oggi è molto cambiato e anche le voci a causa di cambiamenti sociali e culturali.
Le Blue Moon interpretano i brani a loro modo, cercando di non distaccarsi troppo dalla tradizione. I brani sono estremamente orecchiabili, da MA LE GAMBE, BACIAMI PICCINA, MA L'AMORE NO..... e tanti altri. E' previsto un boogie interpretato da loro che si chiamerà Blue Moon Boogie, molto veloce, divertente e ballabile, e diversi concerti fino alla fine del 2017, quindi un in bocca al lupo a: Angela, Daniela, Francesca, Nunzi, Rossella.
domenica 3 aprile 2016
Musicoterapia nella Scuola dell'Infanzia
Dal mese di gennaio ho iniziato a lavorare a un progetto di Mt in una scuola dell'infanzia della provincia di MO, per un totale di 15 incontri.
Si tratta di un progetto che coinvolge tutte le sezioni con classi omogenee e miste, circa 120 bambini dai 3 ai 5 anni. I gruppi sono tutti molto competenti, hanno voglia di suonare e di scatenarsi, di esprimere le loro personalità, nell'insieme funzionano e rispettano le regole e le dinamiche dell'incontro nei vati momenti strutturati.
Ho diviso l'incontro in 4 parti, cosi definite:
Appello e una fase di rilassamento( esercizi corporei di respirazione)
Distribuzione degli strumenti ed esecuzione
Fase di gioco con teli morbidi (giochi di movimento)
Ultima parte Body Percution
Nella stanza allestita ho creato un percorso sul pavimento con delle palline rosse incollate in modo che i bambini si possano sedere in cerchio e mantenere il contatto visivo sia con l'insegnante che tra loro.
La conclusione/ restituzione del seguente progetto sarà la realizzazione di uno spettacolo per la festa di fine anno, che si terrà nel giardino della scuola.
Al momento ho intenzione di mantenere la struttura principale di ogni incontro aggiungendo nuovi strumenti ed esperienza attiva/ passiva (ascolto); ogni volta presenterò qualcosa di nuovo.
Il feedback da parte dei bambini è positivo, raccontano alle famiglie e il ritorno da parte delle insegnanti è una verifica settimanale, dopo l'incontro sono rilassati e condividono cosa è accaduto tra loro.
Le ultime settimane precedenti alla festa mi concentrerò sulle prove dello spettacolo, al momento ho in mente solo le ultime 3 settimane.
Dott.ssa Giuliana Galante
mercoledì 3 febbraio 2016
Musicoterapia per tutti
Nell'ultimo anno non ho avuto voglia di scrivere nulla, ho ripreso a lavorare con la patologia, con le scuole statali, bambini e ragazzi dall'infanzia fino all'adolescenza e non avevo voglia di pubblicare articoli dei progetti, non ho fatto foto né video. Ho cercato di guardare le persone, di ascoltarle e capire come poterle aiutare a stare bene qualche ora, di farle divertire e apprendere con la musica. Penso che l'obbiettivo principale di chi lavora con la musica sia questo. Non sto sminuendo il ruolo della documentazione perché nel mio lavoro è importante, ma ti porta fuori, a non vedere ciò che realmente sta accadendo, a perdere i singoli momenti.
Ogni attimo deve esser vissuto e condiviso con uno sguardo, una risata o un gesto perché non tornerà più.
Quest'anno ho in serbo molte avventure che inizieranno a breve e sono davvero motivata a fare di più e meglio, spero che anche i miei colleghi facciano lo stesso.
Dott.ssa Galante Giuliana
sabato 10 gennaio 2015
martedì 21 ottobre 2014
Ansia da separazione e disastri naturali
Davanti ad eventi traumatici quali ad esempio catastrofi naturali come terremoti e alluvioni, i bambini rispondono con ansia e paura: ansia nei confronti dell’evento a loro sconosciuto e rispetto alla propria e altrui incolumità associata ad una maggiore richiesta di vicinanza e attenzione da parte degli adulti in genere e nello specifico dei genitori. Queste paure nei bambini non vanno sottovalutate poiché potrebbero diventare maggiormente pervasive nel caso del disturbo di ansia da separazione, in alcuni casi ancora più intense fino a sostenere un’eventuale diagnosi di disturbo post- traumatico da stress.
I bambini che presentano questo disturbo presentano un’eccessiva difficoltà a separarsi dalle figure di attaccamento, evidente con sintomi fisici, comportamentali e cognitivi.
Essi manifestano ansia eccessiva ogni qualvolta devono separarsi dalle figure di attaccamento, evidente da sintomi quali nausea, vomito, senso di paura e aspettative di eventi catastrofici. Spesso le crisi d’ansia da separazione impediscono a questi bambini di frequentare la scuola e di addormentarsi in assenza del genitore. L’idea di staccarsi dal genitore crea panico in questi bambini.
Affinchè si possa parlare di Ansia da Separazione è necessario che siano presenti i seguenti sintomi:
ansia inappropriata ed eccessiva per la separazione dalle figure di attaccamento;
conseguenti difficoltà a stare in qualsiasi luogo lontani dai genitori (scuola, dormire nella propria camera);
preoccupazione irrealistica e persistente di perdita di uno o entrambi i genitori e/o paura che possa accader loro qualcosa di brutto;
Tali sintomi devono durare da almeno 4 settimane, devono provocare disagio familiare, sociale, scolastico e lavorativo. L’esordio deve essere collocabile prima dei 18 anni.
Studio
E’ stato condotto uno studio, promosso dall’Ordine dei Camilliani, con il coordinamento scientifico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e il sostegno della Caritas Italiana. Il campione era composto da 37 pediatri dell’Abruzzo, ognuno dei quali ha coinvolto 80 bambini tra i 3 ed i 14 anni, con l’obiettivo di stimare la prevalenza di sintomi psicopatologici dopo 1- 2 anni dal terremoto e di valutare l’influenza di fattori protettivi. A 12 mesi dal terremoto sono stati intervistati 1723 bambini, mentre a distanza di 24 mesi, i 305 bambini considerati maggiormente a rischio.
Risultati
A 12 mesi dal terremoto, i bambini aquilani mostravano un livello doppio di ansia, depressione e di disturbo post- traumatico da stress rispetto ai bambini residenti nelle altre province dell’Abruzzo. A 24 mesi, i sintomi psicopatologici si sono dimostrati più attenuati, rimanendo più significativi nella provincia de L’Aquila. Tra i diversi fattori di protezione sono stati rintracciati il livello di istruzione della madre (una mamma istruita ha più strumenti, può essere in grado di gestire gli eventi con una maggiore varietà di risorse) e pertanto le competenze socio-culturali dei genitori (contribuiscono a creare e a rinforzare nei bambini la resilienza ovvero la capacità di fronteggiamento, sopravvivenza o di adattamento ad una situazione problematica).
Come aiutare il bambino
E' importante compiere un percorso sia a livello individuale che collettivo aiutando i bambini a comprendere cosa è successo, incoraggiarli ad esprimere le proprie emozioni, evitare di infondere in loro ancora più ansia, verificare se abbiano maturato convinzioni erronee rispetto a quanto è accaduto, farli sentire partecipi stimolando la voglia di dare il proprio contributo in modo da alleviare il senso di impotenza e di disperazione di fronte alla catastrofe.
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