mercoledì 26 agosto 2009










Il Messale - Stampa del 1943
Il Significato del coro in chiesa


Utente: Sig.ra Sara R.
Stato: Coniugata
Luogo: Monforte Marina (ME)
Professione: Casalinga
Attualmente: Pensionata
Dove ha vissuto: nata a 1928 a Monforte San Giorgio (ME), un paesino in montagna, dai 25 anni in poi si è trasferita a Monforte Marina (ME), lo stesso comune, a 7 km di distanza, sul mare.
Incontro la Sig.ra e le propongo un intervista da pubblicare sul mio blog. Arrivo a casa della Sig.ra Sara alle 16:30 del 01/08/2009.
Ho anticipato la mia visita 2 giorni fa, chiedendo di mostrarmi del materiale o di scrivere su un foglio una parola, una frase dei brani che si ricordava quando lei era ragazza, quelli che si cantavano in chiesa, o che avessero rappresentato dei momenti significativi della sua vita, lei ridendo con imbarazzo mi ha detto “ma chi se li ricorda…sono cose antiche…”, dopo si è messa immediatamente a lavoro.
Appena entro in casa mi ospita in cucina, osservo immediatamente sul tavolo e trovo due testi. Uno è un librino scritto a penna, sono tanti fogli bianchi messi insieme, e la copertina è composta da fogli di giornali piegati. All’interno sono trascritte a mano le canzoni che provava in chiesa da giovane, quando aveva circa 16 anni, nella parrocchia di origine, a Monforte San Giorgio.
Mi mostra anche un Messale, un testo simile alla Bibbia con tutte le parti della Messa in latino ed in italiano, questo libro è stato pubblicato nel 1943, all’interno vi è la firma del Vescovo di Alba, Luigi Maria Grassi, e vi è una data, 08 dicembre.
Dall’età di nove anni ha sempre partecipato alla vita ecclesiastica, invitata da una Monaca di casa, una signorina cosi chiamata perchè viveva chiusa in casa, non frequentava nessuno, e vestiva con abiti lunghi come una suora. LA Sign.na, di cui Sara non ricorda nemmeno il nome, invitava le ragazze del luogo a frequentare l’oratorio parrocchiale e far parte del coro.
La Sig.ra Sara ha continuato a far parte del coro anche dopo il matrimonio, quando a 25 anni si è sposata con il marito, ancora vivente, e si è trasferita nello stesso comune a circa 7 Km di distanza sul mare, ecco perché il paese dove vive attualmente si chiama Monforte Marina, inoltre ha un figlio di 53 anni.
Apre il librino, che sembra più un diario personale, e inizia a leggermi alcuni brani. Prima li legge, dopo li canta, anche se non li ricorda tutti. Il motivo per cui li scriveva era che amava scrivere, e non poteva permettersi di comprare un libro, quindi lo ha creato da sé..
Ecco alcuni brani che si cantavano più spesso, alcune di queste canzoni oggi fanno parte di un patrimonio andato perso.

Sei il nostro Rè
Sei il nostro Re , tu grande Dio,
vivo presente qui sull’altar,
or questo grido oh ridente e pio
dei figli tuoi voglio ascoltar
Rit.:Noi ti giuriamo amore e ti giuriamo fedeltà,
te sorvegliamo sei nostro padre, te sorvegliamo sei nostro re.
Forse questo brano si cantava durante la comunione, ma la signora non lo ricorda.
Ecco un altro brano antico:
Oh Gesù Rè dei cuori
Venga presto il tuo regno verace,
torni un’era di fede e di pace
d’Israele alle afflitte tribù.
Si ridesti quel grido giocondo, nostro Rè, nostro Duce, Gesù.
Odo suonar la squilla della sera
Odo suonar la squilla della sera,
che dolcemente invita alla preghiera,
per rallegrare il cuore, anima mia.
Quest’ultimo brano si cantava alla fine della messa.
I pezzi da cantare erano scelti dall’organista, che suonava l’organo, detto l’armonio, e chiamato cosi ancora oggi dalla Signora. Le ragazze e le signore più grandi, anche le anziane non potevano scegliere i brani, ma era solo l’organista che decideva, nessuno si contrapponeva alla scelta, perché lui era un uomo, e quindi era il più competente .
Loro accettavano senza contrapporsi, anche se i brani non erano graditi.
Alla domanda:” Come si sentiva nel momento in cui vi incontravate per provare?Può descrivermi la scena?” E cosa provava durante il canto?”
La Sig.ra Sara sorride, quasi imbarazzata, inizia a raccontarmi che le prove avvenivano ogni due settimane, l’appuntamento era in chiesa. Le ragazze erano felici di poter partecipare a queste, assieme alle donne e alle signore anziane, era come entrare a far parte di un mondo a loro distante. Il momento del ritrovarsi essere gruppo mi sembra determinante , a quei tempi le ragazze fino al giorno del matrimonio non potevano accedere al mondo degli adulti.
I ricordi e le emozioni più forti erano di felicità, di gioia, gioia per i brani e il contesto in cui si realizzavano, viene più volte citata la frase:” era un divertimento, ma quanto ci divertivamo…e poi eravamo belle, in salute e felici nel cantare, senza altre pretese. Non come oggi che sono tutti tristi…A quei tempi era cosi bello”.
Attualmente la Sig.ra frequenta la chiesa tutti i giorni, cuce e ricama personalmente gli abiti talari, e continua a cantare alla messa del pomeriggio.

Dott.ssa Giuliana Galante












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